Villa Caldogno, progettata da Andrea Palladio a partire dal 1545 e completata nel 1570, è un esempio notevole di architettura rinascimentale, caratterizzata da una rara asimmetria. Originariamente concepita come una residenza di piacere e rappresentanza, la villa era immersa in un vasto parco con una peschiera. Nel XVII secolo, l’architetto Pizzocaro aggiunse la barchessa, conferendo alla villa il suo aspetto attuale. Un altro elemento distintivo è il sistema idraulico avanzato, progettato da Palladio stesso e recuperato durante i restauri recenti. All’interno, la villa ospita affreschi di Giovanni Battista Zelotti e Giovanni Antonio Fasolo, esponenti del Manierismo Veneto. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la villa fu occupata dai tedeschi, che vi costruirono un bunker ospedaliero, oggi luogo di memoria e sede di una mostra dedicata agli eventi bellici del periodo.
La Villa è visitabile ed aperta al pubblico, per prenotazioni contattare: prenota@prolococaldogno.it
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Il complesso della Villa custodisce anche una testimonianza storica della Seconda Guerra Mondiale: un bunker ospedaliero costruito dal comando sanitario tedesco, che occupò la villa a partire dal 1943. Questo rifugio, utilizzato come ospedale militare e rifugio antiaereo, è oggi un luogo di memoria storica che ospita la mostra “Dalla prima guerra mondiale al 1945“, dedicata agli eventi bellici del periodo.
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La Chiesa di San Giovanni Battista a Caldogno, le cui origini risalgono al V secolo, ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Ricostruita completamente nel 1648, venne arricchita con un nuovo altare maggiore, un tabernacolo e statue decorative. Danneggiata durante le incursioni napoleoniche, fu necessario edificarne una nuova, completata nel 1818. Nel XX secolo, l’architetto Ferruccio Cattaneo guidò ulteriori ampliamenti, trasformando la chiesa in un edificio a tre navate, con affreschi di Giuseppe Poppini che decorano il soffitto. Il campanile, ricostruito nel 1952, è oggi un simbolo di continuità per la comunità di Caldogno, situato in Piazza Europa, intitolata nel 2005.
La chiesa è accessibile durante gli orari di apertura al pubblico.
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La Chiesetta di San Michele, costruita nell’alto medioevo su antiche vestigia longobarde, è caratterizzata da una semplice navata con soffitto a capriate lignee e un’abside semiellittica. La muratura, composta da materiali di recupero, riflette lo stile rudimentale dell’epoca longobarda. La chiesetta ha subito diverse ricostruzioni che ne hanno modificato l’aspetto originale. Durante il fascismo, fu al centro di una disputa tra un gerarca e il Presidente delle Belle Arti, documentata da un epistolario storico. Tra gli elementi originali spicca la porta ad arco a tutto sesto. Gli affreschi del XIV secolo, attribuiti a Marco, figlio di Nicolò da Venezia, raffigurano figure sacre, conferendo alla chiesa un rilevante valore artistico. Accanto alla porta principale si trova un’acquasantiera di epoca romana imperiale, che aggiunge ulteriore fascino storico all’edificio.
La Chiesetta di San Michele è aperta su prenotazione contattando la Pro Loco di Caldogno
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Villa Arnaldi è una dimora storica del Seicento che riflette lo stile raffinato delle ville venete. Con una pianta quadrata e strutture accessorie come scuderie, la villa è un esempio tipico dell’architettura residenziale dell’epoca. Antonio Fogazzaro, noto scrittore vicentino, vi trascorse le estati, trovandovi ispirazione. La facciata della villa si distingue per la simmetria e l’eleganza, con un ampio salone centrale all’interno e stanze finemente decorate.
Adiacente alla villa si trova l’Oratorio della Maternità di Maria, una piccola chiesa con una semplice navata e un altare ornato da una statua della Madonna Ausiliatrice. Il soffitto è decorato con il monogramma dell’Ave Maria e le pareti ospitano formelle della Via Crucis. Durante la Prima Guerra Mondiale, Villa Arnaldi fu requisita e danneggiata dai militari, ma successivi restauri hanno restituito al complesso il suo antico splendore. Oggi, la villa è un prezioso patrimonio storico e architettonico del Veneto.
Villa Valmarana, Fogazzaro, Arnaldi non risulta visitabile in quanto si tratta di una proprietà privata
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Piazza Bruno Viola è intitolata a un giovane eroe di Caldogno, che, arruolato nella Marina come radiotelegrafista, si distinse come partigiano con il nome di battaglia “Il Marinaio”. Comandante di una squadra della Divisione garibaldina “Garemi” a Malga Zonta, Viola combatté con straordinario coraggio fino all’ultimo proiettile. L’11 agosto 1944, fu catturato dalle forze tedesche e affrontò la fucilazione gridando “Viva l’Italia”. Questo atto di estremo eroismo gli valse la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
L’ex Municipio di Caldogno, noto come il “Municipio Vecchio“, è un edificio di grande valore storico e architettonico. Fu la sede municipale dal 1931 al 1987, ma la sua storia risale molto più indietro, essendo stato una delle antiche dimore dei conti Caldogno. L’edificio, costruito alla fine del Cinquecento su una struttura preesistente appartenuta alla famiglia Valmarana del Trecento, si sviluppa su quattro piani, caratterizzati da aperture di varie forme e dimensioni. Al suo interno, alcune stanze conservano ancora dipinti e caminetti seicenteschi, tra cui un pregevole caminetto cinquecentesco situato nella stanza a sud-est.
Affacciata su Piazza Bruno Viola, la Sala Fogazzaro è uno spazio polivalente che serve la comunità locale. Ospita incontri, congressi e attività delle associazioni del paese, fungendo da centro nevralgico per la vita culturale e sociale di Caldogno.
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Il Municipio di Caldogno è un edificio sobrio ed elegante, caratterizzato da una porta d’ingresso ad arco, una scalinata ed un balcone al piano nobile. La facciata è semplice, con finestre rettangolari incorniciate in modo essenziale e piccole finestre quadrate nel sottotetto. Si ritiene che il Comune abbia acquisito una villa antica tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento per trasformarla in sede municipale. L’edificio originale, più modesto, fu ampliato e ristrutturato nel 1868 su progetto dell’ingegnere Girolamo Bonato.
Il Municipio servì come sede del governo locale fino al 1931, poi fu destinato a vari usi, tra cui abitazione, ufficio postale e scuole. Tra il 1984 e il 1987, l’edificio fu modernizzato, con l’aggiunta di una sala consiliare. Il 15 ottobre 1987, gli uffici comunali si trasferirono nel rinnovato Municipio, segnando un nuovo capitolo per l’amministrazione locale.
Il Municipio è accessibile durante gli orari di apertura al pubblico.
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I dati e le informazioni per la realizzazione dei precedenti testi derivano dal volume “Storia di Caldogno” – Amministrazione Comunale di Caldogno di Galdino Pendin”